22 Novembre 2017
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Dicono di noi
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Dicono di noi

“Dicono di noi”
Abbiamo raccolto i commenti lasciati da autori, registi, ospiti in occasione delle varie edizioni del nostro Premio . Ci sembra bello proporli sia a quanti non conoscono ancora la nostra realtà, sia a coloro che l’hanno vissuta in prima persona e possono ritrovarci un po’ delle emozioni provate.

Gli ospiti

UGO CHITI ( Ospite della 4^ edizione)
“A distanza di tempo ho un ricordo frammentario della manifestazione, è rimasta viva però la percezione di una buona occasione per confrontare subito la parola scritta con la parola allestita sulla scena” .

Alessandro Benvenuti ( Ospite della 6^ edizione)
“Ho trovato persone belle, tante. Una buona qualità di attori. Gli accenni di testi buoni al 50%.
L´ospitalità non facilmente dimenticabile. Il cibo buono e leggero.
Il senso dell´intera iniziativa lodevole.
…. Con affetto e felice di aver partecipato.”

MILENA VUKOTIC ( Ospite della 7^ edizione)
“ Il 26 settembre 2015 sono stata a Castelfranco di Sotto nel piccolo e delizioso Teatro della Compagnia e ho assistito alle esibizioni delle cinque compagnie di teatro amatoriale arrivate in finale per il premio" IN PUNTA DI PENNA".


Ricordo questo giorno come un gradevolissimo incontro- riunione fra persone che amano il teatro e che gli dedicano con tanto ardore le energie migliori per portare sulla scena i piccoli grandi eventi della vita.


E’ stata una bellissima esperienza anche sul piano umano perché si sentiva che eravamo tutti desiderosi e solidali nell´intento di provare nuove emozioni.


Faccio i miei più sentiti auguri perché questa iniziativa possa continuare a lungo con sempre maggior successo.
Milena Vukotic “

Gli autori

Commenti all’Edizione 2009

Benedetto Mortola (1° Classificato)
Il 2009 è stato per me l’anno di due primi premi teatrali in concorsi vinti uno a Macerata e uno da voi, a Castelfranco di Sotto. Il primo “Quando si spegnerà la luce”, un testo molto serio e drammatico sull’esperienza di una donna in un lager nazista . L’altro “La donna che masticava ricordi” ironico e divertente, anche se la storia riguarda una donna che si ritrova anziana a fare i conti con il suo passato.

Ottima l’accoglienza in tutti e due i posti. Da voi ricordo lo spazio teatrale che forse era una palestra ( non avevamo ancora inaugurato il Teatro della Compagnia ed eravamo nei locali dell’Orto di San Matteo), ma proprio questo mi è piaciuto: la possibilità di modificare uno spazio per adattarlo alle esigenze dei cittadini. Non è da poco questa capacità. Se mi guardo in giro, non sempre è così. La sala era gremita di gente, molti giovani. E anche questo non è facile trovarlo ovunque. Per me, cresciuto con i libri e il cinema e che ho cominciato a scrivere di teatro tardi, è stata una bellissima esperienza. Anche perché era una delle prime volte che guardavo il teatro “da dentro”. Ricordo come vi siete dati da fare nell’organizzare la manifestazione. Anche se venivo da fuori, ho percepito nettamente questa sensazione.

Commenti Edizione 2013

Francesca Falchi ( 1* classificata)
… sono tornata stanca ma felice per quanto è accaduto e non mi riferisco al finale ma al percorso comune che a quel finale ha portato perchè è raro potersi incontrare/confrontare con persone che condividono / vivono la stessa passione .Doriana sei/siete stati magnifici e non ci sono davvero parole per ringraziarti/vi per aver creato una serata così densa di significato e carica di promesse incontri affetti.
E’ stato indimenticabile e non dovrà/potrà essere cancellato dalla memoria di ciascuno di noi
un abbraccio sincero a tutti di voi
con gioia e gratitudine
Stefano Palmucci ( Segnalato)
…. Il fatto che sia tutto perfettamente riuscito e che a tutti sia rimasto un ricordo indelebile … credo sia foriero di contatti non di breve corso, e di preziose conoscenze che si andranno necessariamente ad approfondire.
Ti esorto da subito a cominciare a pensare al prossimo concorso, è una iniziativa importante, qualificata, di livello che non deve assolutamente andare perduta, ma anzi corroborata. L´Italia è piena di concorsi di poesia e prosa, ma povera di concorsi per testi teatrali importanti, nei quali noi poveri adepti possiamo confrontarci.
Ho molto apprezzato anche l´originale decisione della giuria di invertire l´ordine di arrivo, per dare la giusta gratificazione a tutti. E´ stato davvero tutto perfetto.
Con immensa stima e sincera gratitudine.

Commenti edizione 2015

Cara Doriana
Credo che In Punta di Penna sia uno dei rari progetti che effettivamente metta in relazione le diverse voci del mondo teatrale.
I momenti informali di incontro rappresentano uno scambio reale per idee e progetti futuri e per conoscere altre modalità di lavoro.
Anche i “trailer” degli spettacoli permettono di farsi un’idea sul lavoro degli altri autori, sia pure per sommi capi, si riesce a comprendere in che direzione vada il testo quale registro stilistico sia stato scelto.
Per il futuro si potrebbe ipotizzare a modalità di realizzazione essenziali: scena nuda per tutti ,oggetti di scena ridotti al minimo necessario (quelli di cui effettivamente non se ne può fare a meno), nero neutro per i costumi (alla Leo De Berardinis per intenderci) per ridurre al minimo i tempi di attesa e dare uniformità alla resa scenica globale che può diventare uno zibaldone significativo: una miscellanea di memorie appunti riflessioni sul contemporaneo.
Non ho critiche da fare, l’organizzazione in generale, secondo me, è ottima. Buone future scritture a tutti voi!
Cari saluti Angela Villa

Gentilissima Doriana,
sono contento. Molto contento di ciò che è stato.
Di come mi sono piazzato, di come si è svolta la giornata, della vostra organizzazione.
Personalmente non credo occorra dare più spazio alle compagnie, nè mettere paletti restrittivi alla drammaturgia. Io credo che una giuria di un concorso di scrittura teatrale, in quanto tale, si preoccupi di leggere i copioni e giudicarli in quanto "esseri scritti", e non altro. Le messinscene, i trailers, sono utili agli spettatori per rendersi conto, un po´, di ciò di cui trattano i testi. Ogni messinscena è una scelta, da parte del regista, di come affrontare il testo, e può essere ingannevole, e per questo la cosa importante è dare risalto alla classifica della giuria.
Ad esempio la messinscena del primo classificato non rendeva: ho sentito tante persone lamentarsi e in tanti dire che doveva vincere "Lo squalo"... e pure a me quel trailer non è piaciuto, così come non mi è proprio piaciuta "Vettorina", ma penso, e lo ribadisco fermamente, che la giuria sia la giuria e faccia il suo lavoro. Se la giuria ha scelto Lo squalo come secondo, o se ha scelto Vettorina come primo (la scorsa edizione), avrà i suoi buoni motivi e non sta certo a me contestarli. Il trailer può trarre in inganno: è una possibilità, una indicazione di massima, non certo la valutazione.

Tutto questo per dire che, secondo me, va benissimo la modalità con cui avete lavorato; sottolinerei ulteriormente questa differenza, di cui sopra, ossia la scelta indipendente dei giurati dai trailer (che sono giustissimi ed importanti ed aiutano un sacco il pubblico).
Voi siete pieni di energia e la vostra ospitalità è superba!
Grazie ancora di tutto!!! Un abbraccio Eugenio Sideri

Ciao Doriana, da parte mia non posso che rinnovarti i ringraziamenti per lo splendido concorso che hai messo in opera. Ormai mi ritengo un veterano, ma al di là dei vari piazzamenti e delle parole (sincere) che ho detto in teatro, mi piacerebbe esserci sempre a manifestazioni di questo tipo perché rinfrancano l´animo e fanno passare in secondo piano le difficoltà e i bocconi amari che inevitabilmente si incontrano in questo "lavoro". Se posso permettermi avrei un piccolo suggerimento: visti i tempi morti darei più spazio alle compagnie teatrali nel presentare i testi, in modo da rendere bene l´idea di ciò che l´autore vuole trasmettere al pubblico. Ma, ripeto, l´organizzazione va benissimo anche così e, se solo servisse a far nascere nuove amicizie, non possiamo che ringraziarti con tutto il cuore. Colgo l´occasione per salutare gli altri concorrenti augurando loro tutto il bene possibile, perché chi si ostina a fare teatro (nonostante tutto) ha diritto a veder realizzare i propri sogni. Un abbraccio a tutti e speriamo di incontrarci ancora.
Mario Pannisco

Cara Doriana prendo spunto da quello che hai scritto tu per descriverti quello che è stata per me
la giornata di sabato: " sulle ali delle emozioni" ed appunto per me è stato vivere un vagone di
emozioni a cominciare dalla vostra squisita ospitalità alle interessanti persone che ho avuto
l´opportunità di conoscere e non ultimo al confronto che spero mi aiuterà a crescere per
migliorarmi. Il mio approccio con il teatro è molto recente e "Nemica numero uno" è solo
la seconda commedia che ho scritto quindi posso ritenermi più che soddisfatta. L´altra
l´abbiamo messa in scena a gennaio con la compagnia di cui faccio parte nel piccolo teatro
di quartiere in cui facciamo lezione e siamo riusciti a raccogliere in una unica rappresentazione
circa 170 persone. Da oggi voi siete la mia motivazione per cercare di produrre qualcosa di migliore.
Fino a ieri con dei racconti avevo partecipato a delle noiose premiazioni lunghe e poco
costruttive mentre voi siete riusciti anche attraverso la breve rappresentazione a rendere tutto molto
piacevole e sopratutto utile.
Grazie ancora e buon lavoro Cinzia

Cara Doriana. anch´ io non ho rilievi critici da muovere. Sebbene non abbia termini di confronto credo che difficilmente potrei trovare un´ organizzazione che si prenda cura, ed in ogni dettaglio, del lavoro di autori non noti, favorendo uno scambio ricco di potenzialità di contatti e di sviluppi futuri. Ne sono uscita gratificata e incoraggiata a proseguire. Ancora un caloroso grazie per la simpatia e per la passione contagiosa con cui portate avanti questa bella iniziativa. Ci teniamo in contatto. Antonella

E ancora….
Angela Villa

Mi sono avvicinata alla scrittura teatrale quando sono entrata nei cosiddetti “anta” ... Avevo in testa diverse storie da raccontare, diversi mondi immaginati da narrare, chiusi, da tempo, nelle stanze della mente; è stato molto faticoso capire quale strada intraprendere, quali luoghi narrare, quali tempi scegliere e lo è tutt’ora. Non si scrive senza la fatica di scegliere e di capire. La difficoltà di parlare o di non riuscire sempre a dire a parole quello che sento, mi ha spinto a gettarmi nella scrittura, per colmare questa mia inadeguatezza. Il teatro mi sembrava la strada più rapida e completa per raccontare i diversi mondi che abitavano già da tempo dentro di me. O che abitavo io...Potevo restare imprigionata in quei mondi per giorni e giorni in attesa di decidere quale frase, quale parola, quale la scena...Il drammaturgo è uno scrittore atipico ama la sintesi, la magia di una sola parola in questo è più vicino al poeta che al romanziere, il teatro è poesia che diventa persona sulla scena.
Come tutti quelli che desiderano far conoscer i propri testi mi sono avvicinata al mondo dei concorsi per avere qualche parere diverso da quello dei familiari, degli amici . Il mondo dei concorsi teatrali è molteplice e vario, ve ne sono una gran quantità nel web. Ma quello che caratterizza IN PUNTA DI PENNA è la possibilità di entrare in relazione con le compagnie teatrali, di potersi confrontare con i registi, di vedere in scena i propri personaggi già al momento della selezione. Questo il contesto del bando, dinamico, fortemente in cammino, che vive, non è difficile immaginare, con fatica, grazie agli sforzi e ai sorrisi di Doriana Piampiani (che ha la dote rara di mettere tutti a proprio agio, ho avuto modo di vederla diverse volte all’opera nelle edizioni del premio) dell’associazione Gruppo Four Red Roses e di tutti gli altri membri che promuovono il bando. Bando che si muove “in punta di piedi” con umiltà e perseveranza, nel panorama contemporaneo facendo a piccoli passi, atti necessari e seri. Vi lavorano persone che credono profondamente nel teatro come valore aggiunto. Fare rete, creare relazioni, realizzare sogni visioni, questi gli obiettivi, a cominciare dal pranzo, dal momento del convivio che apre in modo informale gli incontri fra le diverse anime teatrali. Tutto questo in un momento molto critico per il teatro, in particolare e per l’arte in generale. La crisi si avverte anche nel mondo delle produzioni e condiziona le scelte e le decisioni di chi opera nel settore. Oggi il teatro occupa sempre più una posizione di confine in termini di mercato, ma proprio per questo può essere più libero, può sottrarsi alla rigidità di alcune regole, che riguardano il cinema o la televisione.
Il teatro è un mondo libero in questo senso Il drammaturgo può permettersi di sperimentare di più, di osare nei confronti dello spettatore. Un mestiere di frontiera. Un mestiere che sta nel confine fra chi scrive e chi ascolta e il primo che ascolta è il regista che decide di mettere in scena un testo. Era così quando Shakespeare calcava le scene del Globe e così era ai tempi della Commedia dell’Arte, quando i canovacci passavano da capocomico a capocomico, subendo ogni volta aggiustamenti e adattamenti. È quello che abbiamo fatto insieme nella precedente edizione del bando io e la regista della compagnia L’ANELLO alla quale era stato abbinato il mio testo. Grazie al bando ho avuto la fortuna di conoscere la giovane regista Alessandra Bareschino siamo entrate subito in sintonia sia pure nella lontananza siamo riuscite a lavorare insieme sul testo “Il volo dell’albatros”. Un testo che presentava diversi limiti, difficoltà legate alla messa in scena ma che la visione registica di Alessandra concreta e basata sulla parola scenica è riuscita a superare. Ogni testo nasce tre volte: sulla pagina bianca, quando viene rappresentato, quando resta nella memoria dello spettatore. So che “Il volo dell’albatros” grazie agli sforzi di questa compagnia è andato in scena diverse volte e questo è importante anche per il tema trattato: le violenze di genere. È uscito dalla mia visione solitaria. Ogni drammaturgo è sempre solo nel momento in cui immagina, nel momento in cui scrive. Il bando IN PUNTA DI PENNA ci spinge a uscire dal nostro isolamento, ci stimola al confronto con gli altri autori, crea reti di sorrisi e di relazioni.
Buon lavoro a tutti e buona futura scena sul palco e nella vita.

Registi

Roberto Merlino
regista de "L´Albero di Putignano", compagnia teatrale di Corte Tripoli Cinematografica
La mia esperienza personale nell´ambito di "In punta di penna" è stata altamente positiva, sia dal punto di vista artistico, sia dal punto di vista umano. Ho partecipato a più edizioni, conoscendo autori diversi, discutendo con loro (sul testo che dovevamo portare in scena e sul teatro in generale), prima e dopo la messa in scena. Ho avuto modo di confrontarmi con le altre compagnie, mettendo in comune problematiche ed emozioni.
Ho potuto incontrare personaggi carismatici e qualificati del teatro contemporaneo, mangiare con loro e scambiare impressioni. Che dire di più? Si tratta di una bella opportunità per i gruppi dell´Intesa Teatro che consiglio senz´altro di sfruttare.

Luisiana Tognarelli
Regista della compagnia “Krios“
Il concorso " In punta di penna" è un´ iniziativa che permette ai giovani scrittori teatrali, e non solo, di farsi conoscere ed apprezzare attraverso le loro opere che non hanno nulla da invidiare ai commediografi più famosi. In questi ultimi anni abbiamo notato che la qualità delle opere presentate è cresciuta in maniera notevole toccando argomenti di attualità e temi importanti e talvolta complessi, propri della società contemporanea, ne è un esempio “Lo squalo”, lavoro che abbiamo presentato nell’edizione 2015.

Fabrizio Meini – Compagnia Hystrio Teatro
Il mio primo contatto diretto con In punta di penna risale ormai a dieci anni fa, quando l’evento veniva ancora organizzato a San Miniato. Collaboravo allora, insieme a mia moglie che partecipò alla messa in scena del trailer alla serata della premiazione, con l’Avventuracolorata di Volterra, alla quale era stato affidato un testo di teatro civile, bellissimo e toccante: Stazione Centrale di Maria Altomare Sardella. Gli impegni derivanti dall’organizzazione della mia attuale Compagnia Hystrio Teatro, che allora nasceva e muoveva i primi passi, mi consentirono di partecipare solo come semplice spettatore alla edizione successiva del 2009, che fu spostata a Castelfranco di Sotto.
Ma il ricordo, forse il più bello, che ho di In punta di penna risale al 2011. In quella occasione, approfittando del service già montato all’Orto di San Matteo per la serata della premiazione, facemmo la prima prova generale (a porte chiuse) del primo lavoro in assoluto messo in piedi da Hystrio Teatro, Teresa. Il ricordo più emozionante di quella serata però non è la messa in scena di Teresa, bensì quello della conoscenza, poi sfociata in una vera e propria amicizia, con una persona speciale con la quale ancora oggi via via ci sentiamo, Enzo Garinei. Il Maestro, dopo la cerimonia ufficiale del pomeriggio, volle rimanere con noi. Condividemmo con lui la cena a pizza fredda mangiata nel cartone e un paio di birre bevute alla bottiglia, e lui ci incantò con i suoi racconti di vita vissuta nel cinema e nel teatro. Poi chiese di poter assistere alla prova generale di Teresa, e rimase con noi, con l’entusiasmo di un ragazzo, fino a quando non avemmo finito di smontare. Ci fece qualche critica negativa e ci dette parecchi consigli; in poche parole, ci fece una gran bella lezione di teatro ma, soprattutto, con il suo atteggiamento nei nostri confronti dal quale emergeva sempre l’umiltà che è propria delle persone davvero grandi, ci dette una lezione di vita che non dimenticheremo mai. Due anni dopo, nel 2013, ci fu invece l’edizione di In punta di penna che per me e per mia moglie Stefania, e per gli instancabili e impagabili ragazzi della mia Compagnia, è stata quella che ci ha dato le più grandi soddisfazioni. L’organizzazione del Premio ci affidò “Vettorina nella città dei pezzi di ricambio” , una drammaturgia della cagliaritana Francesca Falchi che affronta una storia e un tema difficile con un linguaggio di altissima poesia, un linguaggio arduo, intenso e a tratti ostico, eppure dolce al tempo stesso. Il testo vinse quell’edizione di In punta di penna e successivamente ha vinto ancora anche in altri concorsi di drammaturgia. Però la cosa più bella è stata l’amicizia nata con Francesca e, in vari teatri, il successo delle numerose repliche, spesso registicamente riviste per cercare di dare ogni volta un valore aggiunto alla nostra interpretazione.

Per questa edizione 2017 ci siamo riproposti per un nuovo lavoro e la Commissione ha ritenuto di affidarci la drammaturgia “Dal pozzo”, di Angela Villa. È un altro testo intenso e bellissimo, che cercheremo di onorare per quanto potremo.

Ho parlato di In punta di penna sull’onda di alcuni ricordi, e ce ne sarebbero anche molti altri. Però anche se è bello lasciarsi andare alle nostalgie, bisogna comunque rimanere con i piedi per terra e guardare anche alle cose concrete. Per questo dico che a me piacerebbe che questa manifestazione venisse maggiormente valorizzata e che se ne comprendesse la valenza culturale in quelle che si suol definire le “stanze dei bottoni”. La partecipazione così numerosa degli autori, e soprattutto la qualità dei testi presentati, è la riprova che c’è un fermento culturale che non deve essere soffocato. Gli organizzatori mi dicono che le drammaturgie, quest’anno come nel passato, provengono da ogni parte d’Italia. Allora In punta di penna, senza dimenticare e niente togliere ad altre valide iniziative culturali che pure ci sono, ha la potenzialità per diventare uno straordinario veicolo di valorizzazione del nostro territorio, con ritorni di immagine notevoli a fronte di un investimento economico, finalizzato alla promozione, che non sarebbe certamente così elevato da dissanguare le casse pubbliche. Chissà, nelle stanze dei bottoni, cosa se ne pensa. Nell’attesa, noi continuiamo imperterriti a fare teatro, ovunque ci sia uno spazio e nonostante le difficoltà, ed auguriamo a In punta di penna e a tutti i teatranti in generale, noi compresi, di avere davanti molti anni ancora di BUON TEATRO!

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